Pnrr: in arrivo fondi e la riforma che riconoscono il valore degli ITS

Il valore degli ITS come unico canale di formazione terziaria professionalizzante, alternativo alle università è ormai indiscutibile. Già dalla scorsa estete avevamo avuto conferme dell’alto riconoscimento che l’Europa e il Governo avevano dato agli ITS con la promessa di 1,5 miliardi di investimenti del Recovery Plan. É però notizia di questi giorni la conferma della riforma del pacchetto istruzione contenuta nel Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che, sinteticamente e semplificando il concetto, rappresenta l’attuazione e le modalità con cui gli investimenti saranno erogati.

Recovery Plan al Pnrr: la ripresa italiana post-pandemia passa dagli ITS

Il mondo del lavoro in quest’ultimo decennio è diventato sempre più mutevole e selettivo, stravolgendo molte tra le professioni esistenti e creandone di nuove, è necessario quindi che anche l’offerta formativa si adatti al contesto. 
Gli ITS offrono una formazione terziaria professionalizzante che risponde al bisogno reale delle imprese. 
Ma cos’ha concretamente portato il Governo a inserirli nel recovery plan? I dati parlano chiaro: il nostro ITS INCOM ad esempio, ha un tasso di occupazione del 90% in linea con il percorso formativo realizzato (fonte: “VareseNews”) numero rilevante rispetto a quello dei laureati universitari che presentano un tasso che resta invece fermo al 65% ad un anno dalla fine degli studi (fonte: “la Repubblica”). 
Anche il Miur ne riconosce questo valore “Gli ITS hanno dimostrato, con i numeri, di essere un’offerta formativa valida per gli studenti –   Carmela Palumbo, capo dipartimento per l’Istruzione. 

Un tasso di occupazione che va dall’80% fino al 100% per alcune zone: ecco il valore degli ITS  

Oggi gli ITS in Italia sono 117, ospitano 19mila studenti, con un tasso di occupazione a 12 mesi dal conseguimento del titolo pari all’80%, con punte del 90-100% per gli ITS più integrati col sistema industriale (fonte: Il Sole 24 ore – 6 febbraio 2022).

Gli Istituti Tecnici Superiori aiuteranno quindi l’Italia a rimettersi al passo con gli altri paesi Europei. Il Governo Draghi, fin dalla scorsa estate ha parlato di innovazione degli istituti stessi, riconoscendo il valore degli ITS. Nel suo discorso il Presidente del Consiglio ha infatti specificato che senza innovare l’attuale organizzazione di questi istituti, si rischia di sprecare le risorse investite. Ciò rappresenta una grande opportunità per tutti, in quanto parlare di ITS, significa parlare di sostenere diversi settori produttivi e determinate richieste delle aziende.  

La riforma del pacchetto istruzione: ecco le indicazioni di sintesi che impatteranno sugli ITS 

La riforma che sta per essere approvata prevede delle novità davvero interessanti per gli ITS italiani e quindi anche per il nostro ITS INCOM, in sintesi:

  • la conferma dell’erogazione di 1,5 miliardi di euro nei prossimi 5 anni
  • incremento dei corsi negli ITS già esistenti
  • aziende sempre protagoniste per la definizione dei percorsi e per l’inserimento professionale
  • 60% del monte ore di docenza da professionisti o aziende
  • 35% del monte ore dovranno essere svolti dagli studenti con stage, tirocini o ‘pratica sul campo’ anche all’estero
  • per le aziende che investono negli ITS è previsto un credito d’imposta del 30% che sale al 60% se l’erogazione è fatta in province con maggior tasso di disoccupazione
  • il nome diventerà ‘ITS ACADEMY‘: un riconoscimento che aiuterà a definire il ruolo rilevante e formativo degli istituti, veri fiori all’occhiello delle aree tecnologiche più rilevanti per la nostra manifattura made in Italy.
  • gli ITS, così come ora, saranno sottoposti a controlli sulla qualità che comprendono diversi parametri e che decreteranno il loro proseguo o, al contrario, la sospensione.

Tutto lo staff ITS INCOM (che anche nel periodo di pandemia non si è mai fermato) è pronto a ripartire e ad abbracciare con grinta queste nuove sfide : è già al lavoro insieme alle aziende del territorio, coi docenti e con tutti i partner istituzionali, per progettare nuovi corsi e garantire un futuro lavorativo reale e concreto a studenti e imprese.  

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– Prima bozza edita da Gaia Marobin, studentessa del corso Esperto Digital Communication 2020/2022 –

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