Chissà se Giovanni e Luca, il giorno in cui si sono iscritti al corso AR/VR & Game Developer, avrebbero mai immaginato di ritrovarsi in una cripta, tra resti ossei e scavi archeologici, con un sensore laser in mano. Eppure è proprio lì che li ha portati il tirocinio in LabDig 3A Academy ETS, ente del terzo settore di Albizzate che unisce patrimonio culturale, archeologia, antropologia fisica ed elettronica.
Giovanni e Luca, studenti del corso AR/VR & Game Developer in ITS INCOMAcademy, hanno svolto il tirocinio in LabDig 3A Academy ETS, ente del terzo settore di Albizzate che unisce patrimonio culturale, archeologia, antropologia fisica ed elettronica.
Il campo di applicazione è tra i più affascinanti e in evoluzione: portare le tecnologie digitali dentro discipline umanistiche dove trovano ancora poco spazio. Proprio la natura interdisciplinare dei beni culturali, che mette insieme figure diverse dalle scienze umane a quelle tecnico-scientifiche, rende questo terreno particolarmente fertile per nuove competenze.
Durante il percorso, Giovanni e Luca hanno lavorato su più fronti. Hanno collaborato con la professoressa dell’Università del Sacro Cuore di Milano Alessandra Mazzucchi presidente di Osteoarc ETS APS e con i dottorandi del LABANOF dell’Università di Milano, diretto dalla professoressa Cristina Cattaneo, a un progetto di mappatura di resti ossei in alcune cripte, per la loro rielaborazione in digitale. Si sono poi specializzati nella digitalizzazione degli ambienti con tecnologia LiDAR, applicata alla documentazione degli scavi archeologici fase dopo fase, strato dopo strato. Il lavoro ha incluso anche l’adattamento di strumenti esistenti alle esigenze del campo, con progettazione in CAD e prototipazione, e lo sviluppo di ambienti virtuali immersivi sulla piattaforma libera MAPOD4D, sia sul versante software sia su quello hardware.



Le tecnologie in campo, spiegate
Dietro questo progetto ci sono alcuni concetti chiave che vale la pena chiarire:
- FLOSS e FLOSH: sigle che indicano il software (Free Libre and Open Source Software) e l’hardware (Free Libre and Open Source Hardware) liberi e open source. “Libero” qui riguarda la possibilità di usare, studiare, modificare e ridistribuire progetti e codice, secondo quattro libertà fondamentali. L’obiettivo diventa costruire conoscenza condivisa e riutilizzabile, più che un singolo prodotto chiuso.
- LiDAR: un sensore che emette impulsi laser e misura il tempo di ritorno per calcolare le distanze. È la stessa tecnologia che orienta molti robot domestici, come i rasaerba automatici.
- Nuvole di punti: il risultato della scansione LiDAR, milioni di coordinate 3D che ricostruiscono con precisione un ambiente o un oggetto. Applicate allo scavo, permettono di conservare in digitale ogni fase del lavoro, che il metodo tradizionale perderebbe man mano che procede.
- Progettazione CAD e prototipazione: il disegno tecnico digitale e la realizzazione di prototipi su misura, per adattare gli strumenti esistenti alle esigenze specifiche del campo.
- MAPOD4D: un progetto libero dedicato ad antropologia, archeologia, storia, arte e cultura, che include ambienti virtuali immersivi dove ricostruire luoghi e reperti per lo studio a distanza.
Tutte le attività seguono il modello FLOSS e FLOSH: un approccio fondato sulla libertà di usare, studiare, modificare e ridistribuire progetti e codice.
Un valore aggiunto del percorso: il confronto con tirocinanti provenienti da percorsi universitari, in un ambiente dove competenze tecniche e sapere umanistico dialogano ogni giorno.
Esperienze come questa mostrano quanto la formazione tecnologica superiore possa aprire strade nuove, anche là dove la tradizione sembra lasciare poco margine all’innovazione.