Microsoft ha acquisito Activision: quale futuro per il gaming?

La scalata di Microsoft nel settore gaming non accenna ad arrestarsi e il colosso di Redmond, ancora una volta, mette a segno un colpo da record

All’inizio del 2022, Microsoft ha acquisito Activision: a poco più di due anni dall’affare ZeniMax, con il quale la compagnia acquisiva Bethesda Game Studios, vede la luce un accordo che gli analisti non esitano a definire storico. Si parla della più importante acquisizione -in termini economici e non solo- mai registrata nell’industria videoludica. Sì, perché con l’incorporazione di Activision Blizzard, Microsoft ha consolidato un trend già inaugurato nel 2018, che vede l’assorbimento dei più noti sviluppatori in circolazione da parte dei “big” del settore tecnologico. Il cambio di rotta del mercato videoludico in questa direzione risulta quindi più che mai evidente.

Una cifra da capogiro per un futuro che si prospetta esplosivo

Quasi 70 miliardi di dollari – la cifra con cui Microsoft ha acquisito Activision: una somma che non è passata inosservata

A catturare maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica è stata la portata del capitale mosso nell’operazione: ben 68,7 miliardi di dollari, una cifra a dir poco astronomica.

In una nota rilasciata via Twitter, la società spiega infatti di aver sborsato 95$ per ogni azione di Activision. Come era lecito aspettarsi, le polemiche non sono mancate. Ad esprimere il proprio dissenso è stato nientemeno che David Malpass, presidente della Banca Mondiale. Durante un evento virtuale del Peterson Institute for International Economics, si è così espresso:

“Dovresti chiederti: ‘Aspetta un minuto, questo è il miglior modo di spendere un capitale?’. Questo andrà a finire nel mercato delle obbligazioni[…]. Ciò crea una situazione in cui un’enorme quantità di capitale viene allocata in parti del mondo già ricche andando a costruire ancora e ancora sulla sommità di infrastrutture e immobili già esistenti”.

Una decisa presa di posizione, quella di Malpass, che restituisce una fotografia della polarizzazione di opinioni generata dalla vicenda.

Ma perché Microsoft ha acquisito Activision?

Viene da chiedersi cosa abbia spinto Satya Nadella, CEO di Microsoft Corporation, a mettere sul piatto una somma di tali proporzioni. La risposta a questa domanda risiederebbe nel valore del know-how del produttore californiano nel campo del mobile. Non è infatti un segreto che Gates e i suoi abbiano tentato a più riprese di espandere il proprio dominio in questo mercato, senza ricevere però i successi attesi.

E qui entra in gioco Activision Blizzard: nel lontano 2015 fu il primo sviluppatore a investire seriamente nel gaming da smartphone, tramite l’acquisizione della società svedese King, artefice di enormi successi quali Candy Crush Saga e Farm Heroes Saga. Era dunque inevitabile che nel futuro di Microsoft giocasse un ruolo chiave proprio il publisher di Santa Monica.

Candy Crush Saga, enorme successo della svedese King, ora proprietà di Microsoft Corporation.

Il cloud come futuro del gaming

Il sodalizio tra le due società risulta assolutamente strategico se si considera la grande presenza di Microsoft nel cloud. Tale tecnologia è infatti candidata a rivoluzionare il mondo videoludico, nonché il ruolo che le console rivestono in esso.

Perché con l’enorme crescita del gaming mobile l’attenzione dei produttori si sta gradualmente spostando dall’hardware al software, dal momento che per garantire il funzionamento dei videogiochi in cloud è sufficiente l’accesso alla rete internet. Il prossimo passo nel mercato videoludico sarà verosimilmente segnato dal potenziamento delle infrastrutture che consentiranno connessioni via via più stabili e veloci, più che dal potenziamento delle piattaforme hardware.

Alla luce di ciò, il progressivo trasferimento del colosso nell’universo mobile risulta quantomeno sensato.

Il futuro di Microsoft

Se l’operazione tanto chiacchierata ripagherà gli sforzi di Microsoft sarà il tempo a dirlo, ma nella King County nel frattempo non si sta certo con le mani in mano. Cosa bolle in pentola tra le mura del Building 92, però, non ci è dato sapere. Forse qualche progetto legato al Metaverso? Quel che è certo è che, se esiste una compagnia che sulla lungimiranza ha costruito la propria fortuna, questa si trova a Redmond, Washington.


Scritto da Federico Taulli, studente 1° anno Corso ‘Esperto in New Media Marketing’ 2021/2022

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