Esiste la ricetta perfetta, le giuste dosi, per usare l’Intelligenza Artificiale nel marketing, dalla costruzione della strategia fino alla produzione dei contenuti? E, soprattutto, cosa succede quando questo “nuovo” ingrediente arriva tra i banchi di un istituto tecnologico superiore, dove si formano le persone che lavoreranno nelle agenzie e nei reparti marketing delle imprese?
La risposta, come in ogni ricetta riuscita, sta nelle proporzioni: 40-30-30. Il 40% alle intelligenze umane, il 30% ai processi e alle conoscenze di marketing, il restante 30% agli strumenti di Intelligenza Artificiale.
A proporre questa misura è #MAIRKETING, il volume di Massimo Soriani Bellavista (Creattività srl) sul rapporto tra AI e marketing. Tra i contributi raccolti compare anche la riflessione di Paolo Zuffinetti, Responsabile Formazione e Sviluppo in ITS INCOM Academy, nata da un’esperienza vissuta nelle nostre aule. Scopriamola insieme.
#MAIRKETING: il libro su Intelligenza Artificiale e marketing

Il volume, firmato da Massimo Soriani Bellavista e con il contributo di Fabrizio Bellavista, docente in ITS INCOM Academy, affronta il rapporto tra Intelligenza Artificiale e marketing con uno sguardo aperto e critico.
Il cuore del libro è il MAI Framework, la formula 40-30-30 che assegna il peso maggiore alle intelligenze umane, poi ai processi e alle conoscenze di marketing e infine agli strumenti di AI. Attorno a questo modello il volume costruisce un percorso che parte dai “Six Brains”, i diversi stili di pensiero del marketer, attraversa i modelli fondamentali del marketing e arriva alle soluzioni tecnologiche più attuali. La tesi di fondo resta sempre la stessa: l’Intelligenza Artificiale dà il meglio quando potenzia le persone e nutre il pensiero critico, aprendo nuove opportunità di business e di lavoro.
La riflessione di Paolo Zuffinetti sulla didattica nell’epoca dell’AI
Tra i contributi raccolti compare anche un intervento di Paolo Zuffinetti, Responsabile Formazione e Sviluppo in ITS INCOM Academy, dedicato alla didattica nell’epoca dell’AI.
“L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nella didattica non può essere assorbito dai dispositivi formativi con una semplice operazione additiva, con cioè una mera aggiunta di un ulteriore contenuto che introduca a un nuovo strumento. Il processo di revisione formativa deve partire dall’assunto che nella relazione duale tra docente e studenti si inserisce un soggetto terzo, l’AI, appunto, in grado di scardinare il sistema reciproco di attese e di prefigurazioni che ha fin qui costituito l’essenza stessa degli spazi formativi. I sistemi di Intelligenza Artificiale alterano la dimensione connessa con il possesso del sapere, esautorando, nei fatti, il docente dal ruolo di detentore di una conoscenza la cui trasmissione costituiva l’essenza stessa del suo ruolo sociale e professionale”.
Da qui la proposta di una nuova lettura del ruolo di chi insegna, chiamato a rileggere la propria funzione più che a metterla da parte:
“Si tratta dunque, per il docente, non di abdicare alla propria funzione, ma di rileggerla e ricontestualizzarla in un sistema formativo mutato nella sua essenza profonda. Pensiamo che almeno due siano i percorsi di lavoro a cui i formatori sono chiamati:
- Rendere il contenuto strumento ed occasione per lo sviluppo di quel set di competenze che sono variamente nominate: soft skill, trasversali, imprenditoriali. Si tratta infatti di favorire lo sviluppo della capacità di stare nella relazione, criticamente e consapevolmente, con un soggetto che rappresenta un’individualità altra, come ad esempio una chatbot dell’AI;
- Accettare di stare in una dimensione di costante indagine, di strutturare i percorsi formativi come occasioni di ricerca di soluzioni a problemi e, contemporaneamente, di adottare un approccio che consenta di dilatare i tempi dell’apprendimento per meglio sviluppare la capacità di analisi ed osservazione.
L’avvento dell’AI ci espone a soluzioni generate dai sistemi di AI che si evolvono con un ritmo esponenziale: si tratta di sviluppare le capacità immaginative, di osservazione della realtà e di pensiero divergente, in cui la dimensione intuitiva può fare la differenza verso una nuova intenzionalità formativa”.



AI, marketing e neuroscienze: l’esperienza di laboratorio in ITS INCOM Academy
L’inciso nasce da un’esperienza concreta vissuta nelle nostre aule. Il libro racconta infatti un programma sperimentale condotto con una classe di Digital Marketing Management in ITS INCOM Academy, su vari aspetti dello sviluppo dell’AI applicata al marketing e alle neuroscienze. Tra le attività di laboratorio:
- prove dal vivo sull’uso estensivo e non sostitutivo dell’AI generativa nella costruzione di strategie;
- lavoro sulla qualità dei prompt come specchio della cultura di chi li scrive;
- esperienze di immersività e test di predictive eye tracking, svolti in parallelo a una sessione di eye tracking tradizionale curata dal Laboratorio Eye Tracking di INCOM Academy.
Che cos’è l’eye tracking? Ne abbiamo parlato qui.

Un’esperienza che nasce da una visione capace di tenere insieme tecnologia e dimensione umana, e che trova in #MAIRKETING uno spazio di confronto allargato. Il volume è scritto da Massimo Soriani Bellavista, con la prefazione di Massimo Giordani, vice-presidente di AISM.
E qui la ricetta torna utile: anche il giusto equilibrio tra intelligenze umane, competenze di marketing e strumenti di AI si impara sperimentando in prima persona. È il nostro metodo, il learn by doing: portare la ricerca e le tecnologie più attuali dentro le aule, dove studenti e studentesse imparano a dosare gli ingredienti e a stare nella relazione con l’AI in modo critico e consapevole.