Martedì 15 dicembre si è svolta una diretta Facebook organizzata da Rete Fondazioni ITS Italia che vedeva al centro del dibattito la nuova normativa ITS e tutte le proposte che i diversi rappresentanti istituzionali proporranno a riguardo. L’evento ha visto la partecipazione di esponenti politici e Onorevoli in rappresentanza dei diversi schieramenti e ha generato un dibattito sui temi che coinvolgono istruzione, cultura e imprese.

Durante l’incontro, seppur con toni e linguaggi differenti, una convergenza è apparsa piuttosto chiara ed inequivocabile: gli ITS si stanno rivelando una scommessa vinta.

I dati emersi dall’ultimo rapporto realizzato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa (INDIRE), confermano che ben l’83% di studenti risulta occupato a distanza di 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio con il 92% di questi che ha trovato un lavoro coerente con il percorso di studi concluso

Ma quali sono le ulteriori iniziative che devono essere promosse affinché il Sistema ITS possa continuare a crescere sino a raggiungere risultati ancora più significativi?

Tante le proposte e le indicazioni dei partecipanti ma, anche in questo caso, sembra che tutti abbiano rivolto lo sguardo alle tante opportunità che la nuova Legge di Bilancio potrebbe offrire in accordo con una Legge specifica che promuova e riconosca gli ITS alla pari delle altre Istituzioni Educative e, immancabile di questi tempi, una parte delle risorse del Recovery Fund da destinare al loro potenziamento.

A conclusione dell’incontro è intervenuto il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha sottolineato come gli ITS rappresentino una vera opportunità per tutto il Paese perché in grado di colmare, in tempi ragionevolmente brevi, la distanza che separa il mondo della formazione da quello delle imprese. Un problema che l’Italia accusa oramai in modo strutturale e per il quale, a differenza degli altri paesi europei, non ha ancora trovato una soluzione efficace.

Il Ministro ha evidenziato anche un altro aspetto fondamentale da considerare, ossia quello del profondissimo mismatch tra la robusta domanda di personale qualificato da parte delle imprese e l’assenza di giovani in grado di soddisfare questo requisito.

Affinché questo problema trovi una soluzione sarà indispensabile investire nell’orientamento scolastico, incentivando scelte di studio “professionalizzanti” e quindi rivolte, tra le altre più consolidate, ai temi dell’innovazione e della digital transformation.

Un percorso ancora lungo dunque, che dovrà coinvolgere naturalmente le istituzioni, le aziende, gli enti di categoria e, ancora più importante, le famiglie e i ragazzi, orientando le loro scelte verso una formazione tecnica e altamente qualificata.

Oggi in Italia si contano 104 ITS; l’augurio condiviso è quello che queste nuove proposte possano aumentare il loro numero ma soprattutto dar loro strumenti perché riescano a potenziare la loro capacità di accoglienza, la loro diversificazione e la loro qualità formativa.

L’innovazione è un asset di fondamentale importanza per la crescita del paese e la competenza tecnica è la linfa vitale dell’innovazione.