Come possiamo migliorare il nostro modo di fare didattica attraverso le piattaforme digitali? E’ questa la domanda che ci siamo posti, nel tentativo di rendere ancora più efficace la nostra metodica.

Oltre il 90% delle scuole italiane oggi può garantire la continuità dei propri servizi formativi attraverso l’utilizzo di piattaforme come Skype, Weschool, Microsoft Teams, Edmodo. In alcuni casi sono strumenti pensati con l’obiettivo di riprodurre dinamiche educative: classi, team, compiti, valutazioni ecc. In altri casi si tratta invece di strumenti di lavoro che hanno configurazioni specifiche per finalità Edu o che vengono impropriamente impiegati per quello scopo.

Tolto l’ultimo caso, per il quale ci sentiamo ovviamente di suggerire una seria valutazione del rapporto costo/beneficio di una soluzione dedicata, una delle più grosse difficoltà risiede proprio nell’utilizzo di questi strumenti al meglio delle loro potenzialità, allo scopo di rendere produttive le lezioni ed efficace l’apprendimento. Un risultato tutt’altro che scontato quando abbiamo un docente che parla e 20-25 ragazzi in ascolto davanti ad un PC, ognuno in un luogo diverso.

Abbiamo quindi guardato alla nostra esperienza e identificato alcuni strumenti che nel corso del tempo ci hanno portato a sensibili miglioramenti del modello FAD. Inutile nascondere che il nostro modello, già in principio orientato alla didattica laboratoriale ed al metodo progettuale, ci ha permesso di sfruttare al meglio strumenti e tecniche per ottenere rapidamente risultati apprezzabili. 

I primi ad utilizzare Microsoft Teams sono stati i ragazzi dei nostri corsi di Sviluppo Cloud, che hanno creato un ambiente di lavoro partecipato all’interno del quale salvare i propri lavori, condividere gli avanzamenti (il versioning applicativo), collaborare in una logica di risultato e ottenere controllo da parte di uno o più docenti sullo stato di rilascio di ogni singolo obiettivo.

Di fondamentale importanza è stata la possibilità di integrare soluzioni applicative quali SharePoint, per la parte di sviluppo, o Microsoft Project per quella più strettamente gestionale, con funzioni di analisi, conduzione del progetto sotto il profilo delle assegnazioni e dell’ipotetico budgeting; quello di project management è infatti uno dei moduli didattici dei nostri corsi.

A questi strumenti se ne aggiungono diversi altri che permettono la creazione di sondaggi, come Polly, utile anche per i corsi Digital Communication e New Media Marketing nella realizzazione di focus group, o Planner, in grado di gestire ancora più in dettaglio gli sprint e le task di progetto.

Microsoft Teams permette anche di abilitare funzioni di controller da remoto dei terminali; un modo estremamente efficace per mostrare ai ragazzi specifiche funzioni SW o intervenire direttamente sui singoli documenti, ma anche registrare e salvare le proprie lezioni su Stream così che i ragazzi possano rivederle o recuperare quelle perse per assenza.

Microsoft Teams ha inoltre la possibilità di integrarsi facilmente con i servizi di Azure, la piattaforma cloud di Microsoft che offre servizi di cloud computing. In questo modo è possibile scalare le proprie esigenze virtualizzando processi, spazi di archiviazione e servizi per il solo tempo necessario. Un sistema che applicato come standard, solleverebbe molte scuole dalla necessità di manutenere costantemente il proprio parco macchine, destinando quei fondi al potenziamento dei soli strumenti e servizi complementari.

Last but not least, pur restando convinti che la partecipazione “fisica” sia la vera leva dell’apprendimento, sociale prima ancora che nozionistico, è interessante notare come diversi ragazzi abbiano saputo sfruttare il mezzo digitale per andare oltre la propria timidezza, aumentando i livelli di interazione e la partecipazione attiva alle lezioni.

Crediamo insomma ci sia ancora tanto da fare ma, allo stesso modo, siamo convinti che questa possa essere presa come l’occasione di guardare oltre quei limiti che spesso sono proprio dettati dalla consuetudine e dalle abitudini.